La materia,
in ogni tonalità.
Sei famiglie di pietra, una sola collezione. Scorrete: la pietra viva sullo sfondo cambia voce con voi — dai bianchi silenziosi al travertino.
Bianchi e chiari.
Marmo bianco, chiaro, avorio. La luce vi si posa e rimane: ogni venatura resta leggibile, come un tratto di matita sotto la superficie. È la materia dei busti, delle fontane, dei grandi camini scolpiti — la più silenziosa della collezione, e la più esigente.
Rosa e rosati.
Una tonalità che scalda senza accendere. I marmi rosa e rosati portano negli ambienti una luce di prima sera: venature tenui, fondi caldi, profili che si lasciano guardare a lungo. Da questa famiglia nascono i camini più gentili della collezione.
Brecce e policromi.
La breccia è una pietra fatta di altre pietre — frammenti che il tempo ha ricomposto. Rossi, grigi, rosati e ocra convivono nella stessa lastra, e nessun taglio somiglia al precedente. Per chi cerca un carattere deciso, e irripetibile.
Neri e grigi.
Sul fondo scuro, ogni vena è un lampo. Neri profondi e grigi venati disegnano contrasti netti, quasi grafici: materia sobria, presenza assoluta. Coppe, camini e rilievi che mettono ordine nello spazio intorno a sé.
Gialli e beige.
Miele, crema, oro bruciato. I marmi gialli e beige sono la voce calda della collezione: assorbono la luce del giorno e la restituiscono la sera. Vasche, panche e fregi dove il colore stesso sembra scolpito.
Travertino e pietre.
Il travertino e la pietra calcarea non nascondono nulla: porosità, segni, stratificazioni. Materie antiche per vocazione, fatte per essere toccate — e per invecchiare bene, anno dopo anno.
Dalla materia all'opera, il passo è breve.
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