Polvere, luce e pazienza
di pietra.
Sale di capitelli e fontane, una figura che attende, la luce che cambia con le ore. Qui la collezione riposa — finché ogni opera non trova il suo luogo.
Portiamo il nome del più grande scultore dell'antichità. Non per vanto, ma come promessa: che ogni opera che passa di qui sia degna di durare nel tempo.
L'arte di togliere.
Una collezione non si accumula: si toglie, finché restano solo le opere necessarie.
Cerchiamo le opere una a una — nelle cave, nei laboratori, nelle dimore. Prima di accoglierle le ascoltiamo: la materia dice sempre, a chi ha pazienza, se merita di restare.
Niente serie, niente repliche. Ogni pezzo entra in collezione da solo e da solo la lascia, quando trova il luogo che lo aspettava. Al suo posto resta uno spazio vuoto — e il dovere di meritarne un altro.
La storia di FIDIA.
FIDIA nasce a Sant'Ambrogio di Valpolicella dalla visione di un uomo cresciuto in un territorio in cui la pietra non è soltanto materia: è cultura, lavoro, identità.
Nato nel 1937, il più giovane di tre fratelli, il fondatore scelse fin da giovane una strada diversa. A sedici anni si trasferì in Svizzera, dove imparò il tedesco e affinò l'arte della scultura e della lavorazione della pietra. Rientrato in Italia, iniziò a lavorare nel garage di casa, con mezzi essenziali e una fiducia assoluta nel proprio mestiere.
Erano gli anni di un'Italia in trasformazione: un tempo in cui coraggio, disciplina e spirito imprenditoriale potevano aprire strade nuove a chi aveva la determinazione di costruirle. Da quel primo laboratorio artigianale FIDIA prese progressivamente forma: una realtà destinata a farsi conoscere per la qualità delle lavorazioni, la forza decorativa dei suoi pezzi e la capacità di trasformare la pietra in presenza architettonica, ornamentale e scenica.
Negli anni successivi FIDIA collaborò con l'architetto Savin Couëlle. Da quel rapporto nacquero lavori destinati a ville, residenze private e progetti di prestigio, in particolare in Sardegna: tra questi, interventi legati al Cala di Volpe, oltre a realizzazioni eseguite anche fuori dall'Italia.
Oggi FIDIA riparte da questa eredità. Non si tratta di un semplice recupero del passato, ma della volontà di riportare alla luce una collezione, una competenza e un modo di intendere la materia che possono ancora dialogare con architetti, progettisti, collezionisti e committenti esigenti.
Ciò che resta non è un semplice magazzino: è una selezione di camini, fontane, busti, sculture ed elementi architettonici in pietra e marmo. Pezzi unici, nati da una tradizione concreta, destinati a ritrovare spazio in ville, giardini, dimore private, ambienti di rappresentanza e progetti capaci di riconoscere il valore della materia lavorata.
Ripartire da FIDIA significa raccogliere lo stesso impulso che ne ha segnato l'origine: la volontà di costruire, rischiare e dare forma alla materia con ambizione, rigore e visione.
Poche regole, nessuna eccezione.
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Pezzi unici
Nessuna replica, nessuna serie. Ogni opera esiste in un solo esemplare: quello che vedete.
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Materia scelta
Ogni pietra è verificata dal vivo — venatura, integrità, storia — prima di entrare in collezione.
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Su misura del luogo
Misure, contesto, luce: la posa fa parte del dialogo, fino all'ultimo dettaglio.
«La pietra è paziente. Aspetta la mano che sa vederla.»
Venite a trovarci — su appuntamento.
L'atelier si visita con calma, un'opera alla volta. Scriveteci: concorderemo insieme giorno e ora.
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